IL MITO DEL LOTO

 

Yellow lotus blossom with reflection

 

Prima dell’alba dei tempi, si racconta che Visnu stesse riposando comodamente su Ananta, il serpente dalle mille teste. Arrotolato comodamente sotto Vishnu, Ananta forniva un luogo di relax adatto, mentre le sue numerose teste offrivano riparo e ombra alla divinità. Vishnu e Ananta galleggiavano insieme sul mare cosmico delle possibilità, dove tutti gli universi entrano dopo l’annientamento cosmico ad opera di Shiva (il Distruttore).

Quando venne il momento di ricominciare il ciclo della Creazione, un grande e bellissimo fiore di loto cominciò a germogliare dall’ombelico di Vishnu, sbocciando e rivelando i 4 volti di Brahma, il dio della Creazione.

Ognuno di questi 4 volti era rivolto verso un punto cardinale: nord, sud, est e ovest. E da ciascuna delle sue 4 bocche, Brahma pronunciò una delle 4 parti del suono sacro “aum”.

Il suono emesso fece sì che l’oceano cominciasse a vorticare e ad agitarsi, dando origine all’Universo come lo conosciamo oggi.

 

AUM è il suono della creazione, da cui nascono tutte le possibilità. Le 4 parti dell’AUM rappresentano il ciclo attraverso cui ogni cosa deve passare.

A: creazione o nascita

U: vita o esistenza

M: distruzione o morte

Queste tre parti sono presiedute dalla Trinità Cosmica di Brahma, Vishnu e Shiva.

La quarta parte, considerata la più importante, è il silenzio. Il silenzio rappresenta la completa risoluzione delle tre parti precedenti.
Nella filosofia yogica, questa risoluzione può essere descritta come unicità, illuminazione o, semplicemente, yoga.

 

Non è una coincidenza che la posizione per questo suono creativo è la posizione del fiore di loto, che rappresenta purezza e perfezione. Il loto nasce dell’ombelico di Vishnu, e l’ombelico è la parte attraverso la quale siamo stati nutriti mentre eravamo nel grembo materno, fino a farci crescere, nascere e diventare le persone che siamo oggi.

Namasté

(Miths of the Asanas, Jaico Books)